L'ETOLOGIA

 

 

 

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Comportamento

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Nelle pagine precedenti si sono gettate le basi per comprendere appieno il meccanismo di riproduzione e graduale evoluzione all'interno del regno animale. L'aspetto forse più importante fin qui esposto, e che vale la pena di riprendere ancora una volta, è che anche il comportamento animale è frutto del lento processo evolutivo causato dalla ricombinazione genetica tipico della meiosi. Questa affermazione è di notevole importanza teorica, e il lettore dovrebbe tenerla ben presente nel seguito della lettura: è infatti questa la chiave per comprendere il motivo di una tale estrema varietà e complessità di rituali di corteggiamento, dinamiche di gruppo, il cosiddetto "istinto materno", ecc. che possiamo osservare in natura. Tali rituali fanno parte del corredo genetico dell'individuo e contribuiscono, al pari delle fattezze fisiche e dell'intelligenza, a decidere della sopravvivenza o della sopraffazione del singoloFatte le dovute premesse, entriamo ora nel vivo della trattazione.


 

Comportamento animale
La moderna psicanalisi definisce l'istinto come "un impulso che spinge un essere vivente ad agire per la realizzazione di un particolare obiettivo, mediante schemi d'azione innati, comportamenti automatici che non sono frutto di apprendimento né di scelta personale". Possiamo considerare questa particolare definizione come adatta agli scopi che ci prefiggiamo in questo testo: in etologia, infatti, intendiamo per istinto una serie di schemi comportamentali innati, rigidi e prevedibili che prendono il nome di schemi di azione fissa. Tali schemi vengono attuati dall'individuo solo in presenza di un ben determinato stimolo segnale: quando questi stimoli consistono in segnali di comunicazione scambiati tra membri di una stessa specie, questi prendono il nome più specifico di releaser11.
Sono esempi di releaser, in molte specie di uccelli, il movimento del becco verso l'alto da parte dei nuovi nati, gesto che spinge la madre a nutrire la figliata. Altro esempio degno di nota è quello osservabile in alcune specie di oche domestiche ogniqualvolta, nel periodo di cova, un uovo scivola fuori dal nido. In questo caso, l'oca lo recupera secondo uno schema di movimenti molto preciso: per prima cosa allunga il collo verso l'uovo, che fa poi rotolare con la parte inferiore del becco. L'uovo è poi guidato al nido con una seria di movimenti laterali alternati del capo. Può accadere però che in questa fase l'uovo rotoli di lato, nel qual caso l'oca continuerà ugualmente a compiere i movimenti di recupero verso il nido. Una volta avviato uno schema di azione fissa, infatti, questo deve essere comunque portato a termine.
Come risulta ovvio da quest'ultimo esempio, però, un comportamento dettato unicamente da schemi di azione fissa risulterebbe particolarmente rigido e inefficiente, riducendo sensibilmente le probabilità di sopravvivenza e proliferazione. Assume dunque un'importanza centrale il processo di apprendimento, grazie al quale le risposte dell'organismo si modificano in seguito all'esperienza. Ne segue direttamente che il comportamento di un individuo risulterà tanto più "intelligente" (nel senso di guidato dall'esperienza piuttosto che da rigidi schemi prefissati) quanto più l'encefalo è ampio e complesso e la vita dell'individuo lunga.
L'apprendimento può avere luogo in diversi modi, tra cui uno dei più elementari è l'assuefazione. Questa consiste nell'ignorare uno stimolo persistente o inutile (ad es. un falso allarme). Un esempio di apprendimento per assuefazione può essere quello osservato negli scoiattoli: quando uno di essi avverte un pericolo, gli altri sentono il segnale di allarme e si riparano nelle loro tane. Se però l'allarme proviene da un esemplare che in precedenza ha dato ripetuti falsi allarmi, la sua segnalazione verrà totalmente ignorata.
Un altro tipo di apprendimento piuttosto comune è l'associazione, in cui uno stimolo finisce, sulla base dell'esperienza, per essere collegato a un altro, che può anche non aver nulla a che vedere col primo. Sono comportamenti di tipo associativo il gesto, da parte di un comune pesce da acquario, di avvicinarsi alla superficie dell'acqua quando ci avviciniamo alla vasca per nutrirlo, oppure l'eccitazione di un cane alla vista del guinzaglio, preludio di una passeggiata12.
All'apprendimento associativo è poi collegata la necessità di sviluppare capacità discriminanti, ossia la capacità di operare delle scelte. Riuscire a discriminare i membri della propria specie da quelli di tutte le altre è di importanza fondamentale per il successo riproduttivo. Tale discriminazione può basarsi su un certo numero di indicazioni: in molte specie, tra cui gli uccelli, ma non solo, questo apprendimento ha luogo in un periodo di tempo pericolosamente breve. Questo tipo di apprendimento viene chiamato imprinting, termine che dovrebbe già essere familiare al lettore.
Per finire, l'imitazione è spesso una componente importante dell'apprendimento. Un esempio ben documentato di apprendimento imitativo è quello dei macachi dell'isola giapponese di Koshima. Questi primati vivevano nella foresta all'interno dell'isola fino a 40 anni fa, quando un gruppo di ricercatori cominciò a gettare loro delle patate dolci sulla spiaggia. Presto le scimmie presero l'abitudine di avventurarsi sulla spiaggia, pulire le patate dalla sabbia e mangiarle. Un anno dopo si osservò un esemplare portare verso l'acqua una patata, immergerla con una mano e pulirla dalla sabbia con l'altra. Il suo comportamento venne presto imitato dagli esemplari che vivevano in suo stretto contatto. Quando le "scimmie pulitrici" figliarono, insegnarono ai loro discendenti la stessa pratica.
L'episodio non termina qui. In un secondo tempo, infatti, i ricercatori sparsero nella sabbia alcuni chicchi di grano. In modo simile a com'era accaduto per le patate, un "pioniere" prese una manciata di chicchi e la gettò in mare: i chicchi galleggiavano, mentre la sabbia si era depositata sul fondo; il suo comportamento fu presto imitato dal resto del gruppo. Ora quei macachi, che prima dell'esperimento non si erano mai visti sulla spiaggia, hanno perfino imparato a nuotare: alcuni si immergono per raccogliere le alghe e almeno uno di essi ha raggiunto a nuoto un'isola adiacente, forse con velleità di "missionario culturale".
L'apprendimento