Per rendere più concreto e comprensibile il concetto che la conoscenza
del passato ci mette in grado di capire meglio il presente e di operare
scelte più consapevoli, riteniamo opportuno offrire a chi legge l'esempio
di una problematica della nostra realtà attuale, che può essere correttamente
interpretata proprio alla luce di vicende vissute dall'uomo nei secoli
passati. Dalla storia romana ci proviene una chiave interpretativa del
fenomeno, purtroppo attualissimo, di "tangentopoli". Una lettura superficiale,
priva di raffronti storici, di questo fenomeno potrebbe portare alla conclusione
che basti semplicemente la punizione e la sostituzione di coloro che si
sono macchiati di corruzione, per ricondurre la situazione alla legalità
ed alla correttezza. Ma l'insufficienza di una soluzione del genere è
evidenziata dall'andamento di eventi simili nell'antica Roma repubblicana:
il ricorso sistematico al "voto di scambio" o le frequenti ruberie di
denaro pubblico operate da governatori e da esattori delle tasse continuarono
a verificarsi finché il governo restò nelle mani di un gruppo chiuso,
l'aristocrazia senatoria, che aveva creato un ferreo sistema di potere,
all'interno del quale era di fatto possibile ai più spregiudicati operare
abusi sulle classi più deboli ed arricchirsi indebitamente. L'occasionale
condanna di qualcuno di costoro (è il caso del governatore di Sicilia
Verre, accusato da Cicerone nel 70 a.C. in un celebre ciclo di orazioni)
fu un fatto eccezionale e non scalfì la portata del fenomeno, dato che
non poteva rimuoverne la causa, cioè la sostanziale impunità che una classe
sociale, da secoli al potere, senza alcuna possibilità di alternativa,
garantiva ai suoi membri, anche in caso di comportamenti illegali. La
riflessione a cui lo studio della storia antica in questo caso ci induce,
è che chi gestisce il potere per lungo tempo senza la prospettiva (o la
minaccia) di poter essere sostituito, alla fine può essere tentato di
approfittare di questa situazione; solo la reale possibilità di una regolare
alternanza delle parti politiche nell'esercizio del governo può contribuire
in modo decisivo alla moralizzazione della vita pubblica. In Italia c'è
stato per più di quarant'anni, soprattutto per ragioni internazionali
(la "guerra fredda" fra Est e Ovest), una situazione politica bloccata,
che ha mantenuto al governo del paese, con pochissime varianti, quasi
sempre le stesse forze politiche e ciò ha creato condizioni simili a quelle
già viste a proposito della Roma repubblicana e favorevoli all'insorgere
della corruzione. Alla luce della storia appare quindi più che giustificata
quell'esigenza di alternanza che è stata da più parti sostenuta e che
dovrebbe, trasformando in profondità il sistema politico italiano, caratterizzare
la "seconda Repubblica". E' evidente quindi che lo studio del passato,
anche molto lontano, ci offre degli strumenti preziosissimi per interpretare
la realtà che ci circonda e che proprio nel passato affonda le sue radici;
ignorarlo significa in sostanza rinunciare ad una parte di noi stessi.
N.B. Al termine di questo testo aggiungiamo un'analisi delle parole
in esso contenute, in base alla loro origine, per dimostrare quanto lo
studio del Latino e del Greco sia fondamentale per una sicura e ricca
conoscenza della nostra lingua. Su un totale di 522 termini abbiamo: parole
di origine latina : 498 = 95,3% ; parole derivate dal Greco : 17 - problematica,
storia (3 volte), fenomeno (3 volte), sistematico, tasse, aristocrazia,
sistema (2 volte), ciclo, politico/che (3 volte), caratterizzare - = 3,3%
; composti greco-latini di recente formazione: 1 - tangentopoli = 0,2%
; parole derivate da lingue di popoli barbarici : 3 = 0,6% ; parole di
origine incerta: 2 = 0,4% . |